Vangelo del pescatore




Colsi d’istinto
L’altera figura
Che calma scendeva
Sul far della sera.
E l’uomo parlava
Di viaggi lontani
con donne lascive
E coi peccatori.
Noi lo si ascoltava
Che dolce la voce
Ci dava riposo
Delle lunghe nottate
Di lotte col mare.
Parlava di un mondo
Di pace e giustizia
Da vivere insieme
A noi pescatori.
Lo sguardo straniero
Con voce pacata
Gridava sussurri
Di rivoluzioni.
Mia figlia
Lo vide arrivare
E con scarso interesse
La osservai arrossire.
La buona novella
Di giorni migliori
Passava veloce
Su labbra già stanche
Di stenti e digiuni.
Scacciarono grassi
mercanti dal tempio
Con la forza virtuosa
Delle sue convinzioni.
E bello splendeva
Il sorriso azzurato
Dagli occhi profondi
Da conquistatore.
Mia moglie
lo fece entrare
Mentre come ogni sera
Ero fuori a pescare.

Colsi d’istinto
L’altera figura
Che lesta scappava
Sul far della sera.
Tornarono presto
I mercanti nel tempio
Discorsi più miti
Trovavano asilo
Nelle sere d’inverno
Al bar del paese.
Le donne piangevano
Senza farsi vedere.
Un giorno qualunque
Tessevo la rete
Sulla porta di casa.
Guardavo distratto
con cuore di padre
Il mio ultimo bimbo
giocare beato
Coi figli raggianti
Dei peccatori.
In tanta cagnara
Balzava alla vista
Il sospetto ripetersi
di visi paffuti
Dai tratti comuni…

…ed i sorrisi azzurrati
Dagli occhi profondi
Di un gran puttaniere.





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