Poesia: Morto il poeta Andrea Zanzotto

      
(1921-2011)
    
Un'altra voce della poesia italiana si spegne: Andrea Zanzotto lascia la parola ai suoi testi dopo aver festeggiato il 10 Ottobre scorso i suoi 90 anni.



La POETICA di Andrea Zanzotto si può ricostruire attraverso la lettura delle sue opere che segnano le tappe di un percorso espressivo praticato all'interno dell'esperienza di una poesia difficile e tuttora in fieri, esulante dai classici protocolli interpretativi e dalla normale divisione in periodi.
Come dice il critico Stefano Agosti , nel saggio introduttivo all'opera complessiva delle Poesie di Andrea Zanzotto avvenuta in prima edizione nel settembre del 1999 e in seconda edizione nel 2003 da parte di Mondadori nei "Meridiani":
il punto non si può fare proprio perché l'oggetto - nelle sue configurazioni cronologicamente più prossime, ed esemplificabili perciò in Meteo (1996) e negli specimini di un nuovo volume tuttora in fieri, qui presentati sotto la titolazione provvisoria e generica di Inediti, sembra volto ad attestare una nuova posizione dell'operatore nei riguardi di quella che, molto comprensivamente e tuttora centralmente, possiamo denominare la sua esperienza di linguaggio.









Da "IX ECLOGHE"



 "L'attimo fuggente"

"Le front comme un drapeau perdu"
Ancora qui. Lo riconosco. In orbite 
di coazione. Gli altri nell'incorposa 
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m'affronta 
tento vedere e vedermi, 
mentre allegria irrita di lumi 
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie. 
E. E, puro vento, sola neve, ch'io toccherò tra poco. 
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi. 
In voi fui, sono, mi avete atteso, 
non mai dubbio v'ha offesi. 
Sarai, anima e neve, 
tu: colei che non sa
oltre l'immacolato tacere. 
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E. 
E' questo il sospiro che discrimina 
che culmina, "l'attimo fuggente". 
E' questo il crisma nel cui odore io dico: 
sì, mi hai raccolto 
su da me stesso e con te entro 
nella fonte dell'anno.



 





RITRATTI- ANDREA ZANZOTTO 

                 (Marco Paolini, regia di Carlo Mazzacurati, 2009)






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