PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA "D'ANNUNZIO" A BERNARD NOEL

(AGI) - Pescara, 21 nov. - E' stato assegnato a Bernard Noel il Premio internazionale di poesia Gabriele d'Annunzio 2011, promosso dal Centro nazionale di Studi dannunziani e dall'Universita' degli studi Gabriele d'Annunzio. Il nome del vincitore e' stato annunciato questa mattina e la consegna del premio, pari a diecimila euro, avverra' mercoledi' a Chieti, alle ore 18, all'Auditorium del Rettorato della d'Annunzio.
L'evento sara' condotto dal giornalista Rai Franco Farias.
Edoardo Tiboni ha sottolineato che questo Premio, giunto all'ottava edizione, "e' il piu' importante a livello europeo" mentre Lucilla Sergiacomo ha messo in evidenza lo spessore del vincitore, "poeta di lungo corso, con una carriera sessantennale" ricordando le sue opere piu' celebri, "tra cui un omaggio significativo a Anna Magnani".

  Sonetti della morte
(Moriturus)

di

Bernard Noël

Traduzione : Paola De Luca

dell’acqua del fuoco
fanno cuocere la testa
raschiano la carne col coltello
e è un fermacarte

un cranio crudo boccia da birillo
abbiamo collo decollato

quelli che pam pam
si buscano un buco in
interiorità

noi facciamo un lavoro pulito
e loro sputano

per i polsi al soffitto
un peso ai piedi
allacciano un filo
sulla lingua

se gridano imbottire la bocca
una rasoiata
riassumerà le ammissioni

pezzi di cervello
attorno alle teste

l’occhio è un calamaio
speditamente svuotato
la pelle la trattiamo con la pinza
gran serata
una pallottola
spappola il viso

embé
gli si prende solo la vita
niente di più
invece noi

sconvolgere il dolore
segrete della legge
si sviscera dell’uomo
un chiodo nel sesso
per spazzare l’uretra
succhia un po’ sta roba

altri perdono gli occhi in un lampo
strozzati per vedere la smorfia

ridendo del loro stesso ridere
tranciano la pelle sulla fronte
e tirano
ora sbucciamo dicono

perchè far paura è
atto morale
ragionevole contro il terrore

corda al collo
impastoiato come un porco
che urla di rabbia e paura
lo trattano colla frusta

con troppa vita ancora
gonfie le gambe zampe enormi
ci spengono sopra le sigarette
tutti i boia fanno festa
colpendo infilzando incidendo

una carogna dicono
stretta al suo marciume

presto finitelo
impalatemi questo figlio di troia
lo rimanderemo
dritto dritto nella figa di sua madre

e sotto la lana d’acciaio
tutta la crudezza del corpo

li alesiamo dicono
aprendo col coltello bocche
nuove e rantoli rossi

sale grosso a mo’ di denti
e le piaghe che ridono

il corpo deve vomitare nomi
perciò uccidetegli il taciuto

appena si mette la testa sotto pressa
si vede trasudare il segreto
un po’ di bava e di sangue
il moccio del pensiero
alla fine deflagra la follia
e consuma la gola d’un tratto

solo orina e merda e sputi
mangia dicono gettandogli la faccia
a terra e il piede sopra
lui vorrebbe finire di morire
solo viene un sospiro

gettano un secchio d’acqua
e allacciano l’elettrodo sul sesso

contorcimenti grida cuore che spiantano
risate e mettetecela tutta
gli strizzano i testicoli
é divorato vivo
bastardo perchè non lo ammazziamo

a pugni a calci
finisce in una tinozza di piscio
e a garganella


Parigi, aprile 2004

Bernard Noel

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