Omaggio a Pier Vittorio Tondelli nel ventennale della morte



Il 16 Dicembre di venti anni fa moriva il famoso autore di Correggio
 autore di opere di grande successo tra cui Altri libertini, Pao Pao, Rimini, Camere Separate....

Una produzione importante e corposa, seppur nei pochi anni di attivita' che gli sono stati concessi dalla terribile malattia che ha posto fine alla sua vita. 

Un breve accenno critico su Pier Vittorio Tondelli, tratto dal sito italialibri.net:

La formazione letteraria di Pier Vittorio Tondelli, tutta cronologicamente vissuta negli anni '70, fa senz'altro i conti con l'enorme fortuna editoriale della letteratura americana e con il fermento "beat" d'oltreoceano, nonché con le esperienze italiane della "scrittura di movimento".

Tuttavia, alcuni autori del tutto estranei a tali fenomeni, vuoi per palesi ragioni cronologiche, vuoi per peculiari scelte di scrittura, spiccano tra i referenti più rilevanti dell'opera tondelliana.

A questi autori Tondelli tributa un diretto omaggio nei ringraziamenti che chiudono la prima edizione di Altri libertini (è il caso di Arbasino e Celati) ma per gli altri occorre ipotizzare una presenza più silenziosa e ritratta, intima per così dire, legata alle comuni ascendenze regionali (Delfini e D'Arzo) o a percorsi troppo diversi e che, pure, proveremo a considerare vicini (Testori).

Negli ultimi anni, tornato alla natia Correggio, Tondelli rilegge i Diari di Antonio Delfini (1907-1963), riscoprendo in quelle pagine una vocazione che aveva improntato la sua scrittura più matura, quella di Camere separate soprattutto: «Se noi avessimo il dono di cantare il pianto ed il rancore», scriveva Delfini, laddove il pianto, o meglio la compassione, sono il tema di Camere separate.

Nel Delfini dei Diari, molto più che nell'autore de Il ricordo della Basca, Tondelli riconosce il suo particolare percorso di memoria, giocato sul lasciar trasparire quella malinconia sotterranea che molto spesso è la molla della sua scrittura.

Una malinconia speciale che ben conoscono gli autori emiliani: in Delfini, in D'Arzo come in Tondelli la scrittura è intima e privata e conserva tale natura anche negli éxploits più vivaci della loro produzione, benchè riveli la sua autentica fibra solo con il procedere degli anni.



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