Poesia: La vera prigione- Ken Saro-Wiwa



Non è il tetto che perde

Non sono nemmeno le zanzare che ronzano

Nella umida, misera cella. 

Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro. 
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è. 
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un'intera generazione
È il poliziotto che corre all'impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L'inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo
È questo
È questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.


Poesia di Ken Saro-Wiwa





"A sangue freddo", canzone dedicata a Ken Saro-Wiwa dal Teatro Degli Orrori



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