“Poesie al Femminile” Rassegna poetica- Fiorita come la lussuria- Omaggio a Joyce Mansour



Genovainedita Cultura

presenta
“Poesie al Femminile”
Rassegna poetica



8 febbraio 2012
ore 17.30

Dove: Stanza della Poesia di Palazzo Ducale, piazza Matteotti, Genova


"FIORITA COME LA LUSSURIA"

Lettura su Joyce Mansour, a cura di Ksenja Laginja.
La raccolta “Fiorita come Lussuria” è a cura di Carmine Mangone,
Nautilus edizioni, 2003.


Leggere Joyce Mansour, versante femminile del – e oltre il - surrealismo, è l' omaggio alla sua poetica – quasi sconosciuta in Italia – un modo per dirle che la sua parola è ancora viva, nonostante – e oltre – il tempo.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

DA “LACERAZIONI”, 1955

Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca
Raccontami la giovinezza dei fiumi
Premi la mia lingua contro il tuo occhio di vetro
Dammi a balia la tua gamba
E poi dormiamo, fratello mio, 
Perché i nostri baci muoiono più veloci della notte.


NOTE BIOGRAFICHE:
Joyce Patricia Ades – questo il suo nome autentico – è nata ad Bowden, in Inghilterra, nel 1928. I suoi genitori risiedevano però abitualmente a Il Cairo, dove la famiglia Ades faceva parte da diverse generazioni della numerosa colonia britannica. Dopo gli studi secondari svolti in Svizzera e Inghilterra, Joyce rientra quindi in Egitto. Nel 1947, primo tragico matrimonio:suo marito, colpito da un mare incurabile, muore dopo appena sei mesi. Nel ’49 si risposa con Samir Mansour della comunità francese. La nuova coppia comincia allora a spostarsi tra Parigi e Il Cairo, e Joyce s’inizia alla cultura francese assimilandone la lingua da autodidatta. Nel ’53 pubblica a Parigi la sua prima raccolta di poesie, “Cris” attirando da subito l’attenzione dei surrealisti. Sarà l’inizio di una parabola creativa che si esaurirà soltanto nel 1986, allorquando la scrittrice angloegiziona muore per un tumore al seno.

Scrisse di lei Claude Courtot, membro del gruppo surrealista: “Avevo fatto la conoscenza di Joyce e di Breton nel 1964. Al caffè La promenade de Venus, lei si sedeva sulla panca in fondo alla sala, sotto il grande specchio, in modo da essere di fronte a Breton (…) chiedeva regolarmente del rum e fumava un sigaro enorme che, per uno strano contrasto, rendeva ancora più femminili i tratti del suo viso di bambola bruna dagli occhi attraenti come pozzi…”


Non perdetevi il mondo di Joyce Mansour!!!


Commenti

Post più popolari