Poesia: L'amico che dorme di Cesare Pavese



L' amico che dorme


Che diremo stanotte all'amico che dorme?

La parola più tenue ci sale alle labbra


dalla pena più atroce. Guarderemo l'amico,

le sue inutili labbra che non dicono nulla,

parleremo sommesso.

La notte avrà il volto

dell'antico dolore che riemerge ogni sera

impassibile e vivo. Il remoto silenzio

soffrirà come un'anima, muto, nel buio.

Parleremo alla notte che fiata sommessa.

Udiremo gli istanti stillare nel buio

al di là delle cose, nell'ansia dell'alba,

che verrà d'improvviso incidendo le cose

contro il morto silenzio. L'inutile luce

svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti

taceranno. E le cose parleranno sommesso.



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