Poesia: The night you slept di Cesare Pavese

The night you slept

Anche la notte ti somiglia,
la notte remota che piange muta,
dentro il cuore profondo,
e le stelle passano stanche.
Una guancia tocca una guancia-
è un brivido freddo, qualcuno
si dibatte e t'implora, solo,
sperduto in te, nella tua febbre.
La notte soffre e anela l'alba,
povero cuore che sussulti.
O viso chiuso, buia angoscia,
febbre che rattristi le stelle,
c'è chi come te attende l'alba
scrutando il tuo viso in silenzio.
Sei distesa sotto la notte
come un chiuso orizzonte morto.
Povero cuore che sussulti,
un giorno lontano eri l'alba.

Poesia di Cesare Pavese

The night resembles you too,
the distant night that weeps
silently, in the deep heart,
as weary stars wheel past.
Cheek touches cheek,
a cold shudder, someone
struggles on alone, imploring you,
lost within you, in your fever.
The night suffers and the dawn yearns,
poor leaping heart.
O face now closed, dark grief,
fever that saddens the stars,
someone waits for dawn as you do,
examining your face in silence.
You lie beneath the night
like a horizon closed off and dead.
Poor leaping heart,
one distant day you'll be the dawn.

Cesare Pavese



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