Poesia: Mi desto dal penoso sonno di Camillo Sbarbaro



Mi desto dal penoso sonno



Mi desto dal penoso sonno solo
nel cuore della notte.
Tace intorno

la casa come vuota e laggiù brilla
silenzioso coi suoi lumi un porto.
Ma sì freddi e remoti son quei lumi
e sì alto il silenzio nella casa
che mi levo sui gomiti in ascolto.
Improvviso terrore mi sorprende
il fiato e allarga nella notte gli occhi:
separata dal resto della casa
separata dal resto della terra
è la mia vita ed io son solo al mondo.
Poi il ricordo delle trite vie
e dei nomi e dei volti consueti
emerge come spiaggia da marea
e di me sorridendo mi riadagio.
Ma svanita col sonno la paura,
un gelo in fondo all'anima rimane:
io tra gli uomini vado
curioso di lor ma come estraneo;
ed alcuno non ho nelle cui mani
metter le mani
e col quale di me dimenticarmi.

Tal che se l'acque e gli alberi non fossero
e l'amica presenza delle cose
che accompagna il mio viver quaggiù
penso che morirei di solitudine...

Ma gli occhi restano crudelmente asciutti.


Poesia di Camillo Sbarbaro




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