Poesia: Ernest Hyde di Edgar Lee Masters

Ernest Hyde

 La mia mente era uno specchio:
vedeva ciò che vedeva, sapeva ciò che sapeva.
In gioventù la mia mente era solo uno specchio
in un vagone che correva veloce,
afferrando e perdendo frammenti di paesaggio.
Poi con il tempo grandi graffi solcarono lo specchio, 
lasciando che il mondo esterno penetrasse, 
e il mio io più segreto vi affiorasse, 
poiché questa è la nascita dell’anima nel dolore,
una nascita con vincite e perdite.
La mente vede il mondo come cosa a sé
e l’anima unisce il mondo al proprio io. 
Uno specchio graffiato non riflette immagine,
e questo è il silenzio della saggezza.


Poesia di Edgar Lee Masters



Ernest Hyde

MY mind was a mirror:
It saw what it saw, it knew what it knew.
In youth my mind was just a mirror In a rapidly flying car,
Which catches and loses bits of the landscape.
Then in time
Great scratches were made on the mirror,
Letting the outside world come in,
And letting my inner self look out.
For this is the birth of the soul in sorrow,
A birth with gains and losses.
The mind sees the world as a thing apart,
And the soul makes the world at one with itself.
A mirror scratched reflects no image--

And this is the silence of wisdom.


Poesia di Edgar Lee Masters



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